I film di Ezechiele dal 24 al 27 gennaio

Martedì 24 gennaio 2012 ore 21.30
Prime visioni – Original Soundtrack
THIS MUST BE THE PLACE
(Versione originale con sottotitoli)
di Paolo Sorrentino – Ita/Usa 2011 – 120’
con Sean Penn, Judd Hirsch
La solitudine e la scoperta, il viaggio e la metafora esistenziale, il rock, le passioni sopite e un manipolo di grandi attori per confermarsi regista capace di raccontare le parabole discendenti, come in Italia, pochissimi altri. This Must Be the Place di Paolo Sorrentino è un magnifico film. Sean Penn interpreta Cheyenne. Rossetto, cerone, occhi tristi ed eloquio rallentato. Rock star 50enne in cantina per scelta volontaria, automa in un’irriconoscibile Dublino, alieno incapace di rimembrare il passato o proiettarsi nel futuro. Rimane in mezzo a un guado esistenziale tra pizze scaldate nel microonde, noia, giornate sempre uguali, passeggiate nei centri commerciali e scambi verbali su peli e punti neri davanti allo specchio con la moglie (la fumettistica Frances McDormand). Di scuotere dal torpore Cheyenne si incarica la morte del padre. Viveva negli Usa, lui non gli parlava da tre decenni. Questione di pregiudizi, rimmel e scelte non condivise. Per far pace con la memoria e con se stesso, Cheyenne attraversa l’oceano. Scopre che il vecchio ha covato per tutta la vita l’ossessione di vendicare le umiliazioni subite nell’inferno di Auschwitz. Il torturatore forse è ancora nascosto, celato alla vista. Cheyenne rileva il testimone paterno e si lancia alla caccia dell’aguzzino. In un’America immobile, simile a un quadro di Hopper, guardare oltre la siepe equivarrà a rinascere (Malcom Pagani, «Il Fatto Quotidiano»).
Per tutti coloro che non l’hanno ancora visto e soprattutto per chi l’ha già visto, ma non ha potuto godere della vera recitazione di Sean Penn, resa approssimativamente dal doppiaggio, è d’obbligo vedere la versione originale sottotitolata. Un’avvertenza: to shot, in inglese, significa tanto sparare quanto fotografare!

Mercoledì 25 gennaio 2012 ore 21.30
Giornata della memoria 2012
ADAM RESURRECTED
di Paul Schrader – Usa 2010 – 106’
con Jeff Goldblum, Willem Defoe
Ingresso  gratuito in collaborazione con la Provincia di Lucca
Israele, 1961. Adam Stein (Goldblum) è un paziente speciale di un’istituto di igiene mentale che accoglie i sopravvissuti dell’Olocausto. Ciò che le rende unico – e che manda in tilt il personale medico, guidato da Nathan Gross (Jacobi) -  è la sua capacità di leggere nel pensiero. Prima della guerra Adam era un uomo di spettacolo – impresario, prestidigitatore e musicista – e i suoi spettacoli attiravano tutti: anche i nazisti. Una volta internato era stato cooptato dal comandante Klein (Dafoe) e assunto come “cane” con il compito di farlo divertire, mentre la moglie e la figlia venivano uccise. La vita di Adam da paziente dell’istituto ha una svolta quando incontra tra gli altri pazienti un ragazzino che viene tenuto in catene: un altro “cane”, proprio come lui era stato in passato.  Un incontro destinato a scatenare meccanismi di riconoscimento e di guarigione.

Giovedì 26 gennaio 2012 ore 21.15
Chiesa Inglese – Bagni di Lucca
I mostri sacri della commedia all’italiana
LA GRANDE GUERRA
di Mario Monicelli – Italia 1959 – 129’
con Alberto Sordi, Vittorio Gassman
Ingresso gratuito in collaborazione con la Fondazione Michel de Montaigne e il Comune di Bagni di Lucca
In divisa da fanti il romano Oreste Jacovacci e il lombardo Giovanni Busacca vivono da opportunisti un po’ fifoni il conflitto 1914-18. Catturati dagli austriaci, sanno morire con dignità. Due grandi istrioni e alcune sequenze memorabili in un affresco di complessa, cordiale, furbesca coralità. Sagace equilibrio tra epica e macchiettismo, antiretorica e buoni sentimenti. Leone d’oro a Venezia ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini.

Venerdì 27 gennaio 2012 ore 21.15
Sala della Feste – Borgo a Mozzano
Cineforum Roma 31
L’UOMO CHE VERRA’
di Giorgio Diritti – Italia 2009 – 116’
con Alba Rohrwacher, Maya Sansa
Ingresso gratuito in collaborazione con Cineforum Roma 31 e Comune di Borgo a Mozzano
Inverno 1943. Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l’unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. I mesi passano, il bambino cresce nella pancia della madre e Martina vive nell’attesa del bimbo che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
Lo stile quasi documentario di Il vento fa il suo giro, fa largo a una scabra ma impeccabile ricostruzione d’ambiente, confermando l’amore del regista per l’aderenza antropologica ai riti delle piccole comunità, raccontati con un taglio che richiama Olmi senza mancare, come già il film precedente, di ritrarre la durezza di chi ha fatto un’esistenza aspra e antica. (film Tv)

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