Martedì 3 aprile 2012
Evento speciale Faust
Ore 20.00 FAUST
di Friedrich W. Murnau – Germania 1926 – 85’ con Gosta Ekman, Emil Jannings
Accompagnamento con musica d’organo dal vivo eseguita da Matteo Venturini
Ore 21.30 FAUST
di Aleksandr Sokurov – Russia 2011 – 134’ con Johannes Zeiler, Hanna Schygulla
Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2011
La storia è nota. Mefistofele e Dio scommettono sul fatto che Faust, medico e teologo, si farà convincere a cedere l’anima al Diavolo. In cambio di sapienza, piacere e potere, Faust accetta. Letteratura, teatro, cinema, musica. Tutte le arti hanno saputo ispirarsi al celebre racconto popolare tedesco. In questa serata davvero speciale vi proponiamo due versioni imperdibili. Il Faust di Aleksandr Sokurov, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, è una altissima riflessione che chiude la tetralogia del regista russo sul Potere della Parola e del Corpo, il quale brama l’immortalità ma è costretto a fare a meno dell’anima. Sokurov dipinge Mefistofele come mai autore lo aveva rappresentato, e recupera tutta la conturbante forza erotica del testo di Goethe. Il Faust di Murnau, oltre al valore in sé (capolavoro dell’espressionismo) diviene evento da non perdere per l’improvvisazione all’organo dal vivo ad opera di Matteo Venturini, che già abbiamo avuto modo di apprezzare lo scorso ottobre in occasione della proiezione de Il Monello di Chaplin.
Mercoledì 4 aprile 2012 ore 21.30
Prime visioni
UNA SEPARAZIONE
di Asghar Farhadi – Iran 2011 – 123’ con Leila Hatami, Peyman Moadi
Oscar come miglior film straniero 2012 e Orso d’oro come miglior film Festival di Berlino
C’è solo una parola per definire questo film: capolavoro! Il cinema iraniano torna sui nostri schermi alla grande, forte di un Oscar meritatissimo: riesce nell’impresa di realizzare un’opera che coniuga alla perfezione tre livelli di racconto. Alla base troviamo uno spaccato di vita dal taglio iperrealista, con la capacità di descrivere dei fatti quotidiani che sembrano accadere in diretta davanti a noi; poi c’è una complessità narrativa che fa sì che lo spettatore si trovi invischiato in una vicenda serrata, avvincente, ma senza sapere per chi parteggiare dato che di ognuno vengono messe in evidenza le contraddizioni interiori, i compromessi con la propria coscienza; infine c’è un livello di universalizzazione rispetto al tema della “verità” che trasforma il film in un racconto morale che prescinde dal qui e ora per diventare comprensibile a ogni latitudine e in ogni tempo – come avviene per le vere opere d’arte. Vedendo Una separazione ci si riconcilia col cinema vero fatto da uomini veri per uomini veri: al confronto tutto quanto passa sugli schermi è paccottiglia.



















