Il programma di gennaio e febbraio

Ezechiele c’è.

Ci eravamo lasciati nell’incertezza con lo scorso programma ed invece ricominciamo con entusiasmo e proposte raddoppiate con Ezechiele sempre più protagonista del cinema d’essai a Lucca e Provincia.

Il Cinema Italia sta continuando, e con successo, la sua attività, sebbene il progetto di vendita sia tuttora in atto, e questo ci permette di preseguire il nostro percorso con un programma che è come sempre ricco e stimolante. Un programma in cui emergono le prime visioni da non perdere;  tra le altre Miracolo a Le Havre di Kaurismaki, Melancholia di Von Trier, This must be the place di Sorrentino in lingua originale, il capolavoro Una separazione di Farhadi. E poi i tradizionali appuntamenti con la Casa della Pace del Comune di Lucca, con la Provincia di Lucca per la Giornata delle Memoria, l’approndimento dedicato a Hayao Miyazaki, il focus con protagonisti i più bei film romantici e indie degli ultimi anni, uno sguardo al mondo del documentario con i lavori di Roberto Orazi e Fred Kuwornu ed un omaggio al grande Vittorio De Seta, recentemente scomparso.

A ciò si aggiunge una ricca offerta anche al di fuori di Lucca. Partono infatti anche i cineforum a Bagni di Lucca e a Borgo a Mozzano. Il primo è tematico e dedicato alla commedia all’italiana, il secondo recupera film d’autore importanti delle passate stagioni. E a breve inizierà anche il programma a Capannori nel nuovo bellissimo spazio di Arté, recentemente inaugurato. Infine, a febbraio inizierà il corso di sceneggiatura di base in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, la Confesercenti di Lucca e il Cescot.

Continuate a seguirci anche sul sito e su facebook per conoscere tutte le novità e i programmi.

Martedì 10 gennaio 2012 ore 21.30

Prime visioni

MIRACOLO A LE HAVRE

di Aki Kaurismäki – Finlandia 2011 – 103’

con André Wilms, Kati Outinen

Mercoledì 11 gennaio 2012 ore 21.30

Cinema per la pace

TERRAFERMA

di Emanuele Crialese – Italia 2011 – 88’

con Donatella Finocchiaro, Filippo Pupillo

Ingresso gratuito riservato ai soci in collaborazione con la Casa della Pace

Martedì 17 gennaio 2012 ore 21.30

Prime visioni

MELANCHOLIA

di Lars Von Trier – Danimarca 2011 – 130’

con Kirsten Dunst, Charlotte Rainsbourg

Premio Felix come miglior film europeo 2011

 Mercoledì 18 gennaio 2012 ore 21.30

Cinema per la pace

TUTTI PER UNO

di Romain Goupil – Francia 2010 – 90’

con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva

Ingresso gratuito riservato ai soci  in collaborazione con la Casa della Pace

Martedì 24 gennaio 2012 ore 21.30

Prime visioni – Original Soundtrack

THIS MUST BE THE PLACE

(Versione originale con sottotitoli)

di Paolo Sorrentino – Ita/Usa 2011 – 120’

con Sean Penn, Judd Hirsch

 Mercoledì 25 gennaio 2012 ore 21.30

Giornata della memoria

ADAM RESURRECTED

di Paul Schrader – Usa 2010 – 106’

con Jeff Goldblum, Willem Defoe

Ingresso  gratuito in collaborazione con la Provincia di Lucca

Martedì 31 gennaio 2012 ore 21.30

Prime visioni

UNA SEPARAZIONE

di Asghar Farhadi – Iran 2011 – 123’

con Leila Hatami, Peyman Moadi

Orso d’oro come miglior film Festival di Berlino

 Mercoledì 1 febbraio 2012 dalle 18.45

Serata speciale Miyazaki & Studio Ghibli

Ore 18.45

LA CITTÀ INCANTATA

di Hayao Miyzaki – Jap 2011 – 122’

 ore 21.00

Approfondimento sul cinema di Hayao Miyazaki

A cura di Paolo Ricci e Giovanni Ricci

Ore 21.45

ARRIETTY

di Hiromasa Yonebayashi – Jap 2011 – 94’

Martedì 7 febbraio 2012

I focus di Ezechiele

Indie in love

Ore 18.00

GIOVANI, CARINI E DISOCCUPATI

di Ben Stiller – Usa 1994 – 99’

con Wynona Ryder, Ethan Hawke

 

Ore 20.00

500 DAYS OF SUMMER (500 GIORNI INSIEME)

(versione originale con sottotitoli)

di Marc Webb – Usa 2009 – 95’

con Zooey Deschanel, Joseph Gordon-Levitt

 

Ore 21.45

ONE DAY

di Lone Scherfig – Usa 2011 – 107’

con Anne Hathaway, Jim Sturgess

 

Mercoledì 8 febbraio 2012

I focus di Ezechiele

Indie in love

Ore 18.00

DIECI INVERNI

di Valerio Mieli – Italia 2009 – 99’

con Isabella Ragonese, Michele Riondino

 

Ore 20.00

ETHERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND

(SE MI LASCI TI CANCELLO) v.o. con sottotitoli

di Michel Gondry – Usa 2004 – 108’

con Jim Carrey, Kate Winslet

 

Ore 21.45

L’AMORE CHE RESTA

di Gus Van Sant – Usa 2011 – 95’

con Mia Wasikowska, Schuyler Fisk

 

Martedì 14 febbraio 2012 ore 21.30

Prime visioni

ENTER THE VOID

di Gaspar Noé – Francia 2009 – 143’

con Nathaniel Brown, Paz de la Huerta

 

Mercoledì 15 febbraio 2012 ore 21.00

Cinema doc – i documentari di Roberto Orazi

H.O.T. – Human Organ Traffic

di Roberto Orazi – Italia 2009 – 61’

MAO E A LUVA

di Roberto Orazi – Italia 2010– 70’

Il regista interverrà per presentare i film

 

Martedì 21 febbraio 2012 ore 21.30

Prime visioni

L’ULTIMO TERRESTRE

di Gian Alfonso Pacinotti (Gipi) – Italia 2011 – 100’

con Gabriele Spinelli, Anna Bellato

Il film è preceduto dalla proiezione del cortometraggio

AMORE CIECO di Giuseppe Ferlito (Italia, 2011, 10’)

Vincitore della sezione Corti del premio letterario

Racconti nella Rete. In collaborazione con LuccAutori

 

Mercoledì 22 febbraio 2012 dalle 19.30

Cinema doc – Omaggio a Vittorio De Seta

Ore 19.30

I cortometraggi di Vittorio De Seta

Ore 21.30

BANDITI A ORGOSOLO

di Vittorio De Seta – Italia 1961 – 98’

con Michele Cossu

 

Martedì 28 febbraio 2012 ore 21.30

Prime visioni

UN FILM DA NON PERDERE…

Seguiteci per sapere il titolo…

 

Mercoledì 29 febbraio 2012 ore 21.30

Cinema doc – Fred Kuwornu

18 IUS SOLI

di Fred Kuwornu – Italia 2011 – 54’

 

Mario Monicelli, un anno dopo.

Un anno fa se ne andava Mario Monicelli. Decideva di farla finita in modo tragico come avrebbe fatto un personaggio dei suoi film. Capace di strozzarti la risata con un pugno nello stomaco inaspettato.
Vogliamo ricordare Monicelli e il suo cinema con due film che meritano una nuova visione: si tratta di Vogliamo i colonnelli (1973), feroce satira politica su un immaginario (ma allora nemmeno troppo improbabile) golpe di destra e La ragazza con la pistola (1968), il film che racconta l’emancipazione di una donna del sud attraverso un viaggio in Inghilterra inizialmente volto a riparare il suo onore offeso. Ne sono interpreti Ugo Tognazzi e Monica Vitti: due dei volti tipici della commedia all’italiana, due “mostri” del nostro cinema plasmati dall’abilità registica di Monicelli, capace come non mai di fustigare i vizi nazionali ridendo. Per completare l’omaggio, vedremo alcuni cortometraggi del regista scelti nella sua grande produzione, tra cui il bellissimo Renzo e Luciana tratto da un racconto di Italo Calvino
La serata è completata con l’intervento dello scrittore Sebastiano Mondadori, autore del libro “La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli”.

Martedì 29 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Mario Monicelli, un anno dopo

Ore 19.00
I cortometraggi
RENZO E LUCIANA
di Mario Monicelli – Italia 1962 (Episodio di Boccaccio 70)

LA BAMBINAIA
di Mario Monicelli – Italia 1967 (Episodio di Capriccio all’italiana)

VERONA
di Mario Monicelli – Italia 1989 (Episodio di 12 registi per 12 città)

Ore 20.00
VOGLIAMO I COLONNELLI
di Mario Monicelli – Italia 1973 – 100’
con Ugo Tognazzi

Ore 21.40
Incontro con Sebastiano Mondadori, (autore del libro “La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli”) che traccerà un profilo di Monicelli e del suo cinema

Ore 22.00
LA RAGAZZA CON LA PISTOLA
di Mario Monicelli – Italia 1968 – 102’
con Monica Vitti, Stanley Baker

 

IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA di Luc e Jean Pierre Dardenne

Mercoledì 23 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 21.45
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2011 – 87’
con Jérémie Renier, Cecile de France

Cyril ha solo 12 anni e un’idea fissa: ritrovare suo padre che lo ha lasciato provvisoriamente in un istituto per l’infanzia. Sulla sua strada trova per caso Samantha, che ha un negozio di parrucchiera e che accetta che lui resti da lei durante i fine settimana. Cyril non è però in grado di apprezzare e comprendere l’amore che questa donna gli offre, accecato dalla collera e dai sentimenti di abbandono.

Il film ha concentrazioni di drammaticità da horror: la messa in scena della più minacciosa delle fobie – l’abbandono – è compiuta con una radicalità che solo gli intellettuali cattolici, per professione indagatori del Male, possono permettersi. Nonostante tutto, però, il segreto più dolce del film è in quel titolo. La bicicletta, per due registi che si sentono eredi anche del Neorealismo, evoca il più famoso film italiano con il quale Vittorio De Sica diede forma al mistero più toccante, quello per cui un adulto, e un bambino – come scoprirà Samantha – sentono misteriosamente di non poter fare l’uno a meno dell’altro.

 

L’ENFANT di Luc e Jean Pierre Dardenne

Mercoledì 23 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 20.00
L’ENFANT
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2005 – 95’
con Jérémie Renier, Olivier Gourmet

Il ventenne Bruno e la diciottenne Sonia vivono grazie al sussidio di lei e ai furti commessi dal ragazzo e dalla sua banda. Ma quando Sonia dà alla luce Jimmy, Bruno – che fino ad allora si era preoccupato solo di se stesso – deve imparare a fare il padre…

I fratelli belgi non fanno dell’umanesimo astratto. Non che non ci sia una tesi, non che non si parli di argomenti alti (perdita dei valori, soffocamento dell’etica): ma sono il senso laico (non laicista) della società e delle sue responsabilità, e il senso religioso (non vaticanista) della vita e della sua sacralità, a rendere magnifici l’equilibrio e la trasparenza del film. Palma d’oro a Cannes.

IL MATRIMONIO DI LORNA di Luc e Jean Pierre Dardenne

Mercoledì 23 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 18.00
IL MATRIMONIO DI LORNA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2008 – 105’
con Jérémie Renier, Arta Dobroshi

Lorna è una giovane ragazza albanese che vive in Belgio e che pur di avere la cittadinanza e poter realizzare il suo piccolo sogno con il suo ragazzo, Sokul, accetta di sottostare a una macchinazione ordita da un poco di buono, Fabio: sposare un giovane tossicodipendente belga, Claudy. Fabio provvederà poi a uccidere Claudy simulando un’overdose e Lorna dovrà a quel punto sposare un mafioso russo, disposto a pagare molto bene per aver a sua volta la cittadinanza belga.

Appoggiandosi alle interpretazioni di straordinaria aderenza di Arta Dobroshi e del sempre più bravo Jérémie Renier, i Dardenne disegnano un nuovo straziante conflitto morale e non mancano di trovare una forte tensione anche narrativa. Più scritto dei precedenti lavori dei due registi (e infatti premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes), Il matrimonio di Lorna trova un miracoloso equilibrio tra sapienza narrativa e moralità bressoniana dello sguardo.

 

IL FIGLIO di Luc e Jean Pierre Dardenne

Martedì 22 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 21.30
IL FIGLIO
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2002 – 103’
con Olivier Gourmet, Morgan Marinne

In un istituto per il recupero dei ragazzini usciti dal riformatorio, l’educatore Olivier accoglie con inquietudine il sedicenne Francis, assegnato alla falegnameria. L’uomo lo spia, stringe con lui un rapporto di vicinanza, poi ne parla all’ex moglie e tutto diventa drammaticamente chiaro…

La grandezza del film sta nel non ostentare mai le intenzioni di Olivier, nel (ri)costruire le conseguenze di una tragedia e le aspettative di una vendetta, fra silenzi e sofferenza implosa. Con una regia che interpreta ma allo stesso tempo rimane pudica (macchina da presa a mano, ma meno radicale che in Rosetta),  i Dardenne mettono in scena un racconto morale in cui si confrontano argomenti di spessore assoluto. Il Male, la redenzione, la colpa, l’impossibilità di elaborare un lutto e persino una sorta di trascendenza schraderiana (e quindi bressoniana), nonostante lo sguardo sulla storia di Olivier e Francis, nel suo rigore, sia laica. Ma torniamo al “padre”: l’eccezionalità della pellicola risiede nel suo punto di partenza, che per stessa ammissione dei Dardenne non è un soggetto narrativamente compiuto e neppure un personaggio. È l’attore stesso che lo interpreta, Olivier Gourmet (che i fratelli-registi belgi avevano già utilizzato sia in La promesse che in Rosetta): “La sua mole, la sua nuca, il suo volto, i suoi occhi persi dietro gli occhiali”. Il cinema si riappropria così dei corpi, e attraverso un procedimento di sottrazione scava nei comportamenti fino a denudare l’anima.

ROSETTA di Luc e Jean Pierre Dardenne

Martedì 22 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 19.45
ROSETTA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 1999 – 90’
con Émilie Dequenne, Fabrizio Rongione

La giovane Rosetta viene licenziata e a nulla serve la sua reazione a questa decisione. Alla ragazza non resta altro che tornare al campeggio della periferia dove abita con la mamma, donna debole e dedita all’alcol. Per mettere insieme qualche soldo Rosetta vende vestiti fino a quando non trova un altro lavoro. Quando la mamma fugge la figlia si rifugia da Rigaud che lavora con lei. Il giorno dopo al panificio Rosetta perde il posto.

La macchina da presa e la regia dei fratelli Dardenne seguono Rosetta (la stupefacente Emilie Duquenne), la braccano, ne afferrano il respiro, ne contano i passi, ne esplorano la grinta, la rabbia e la disperazione controllata. Un film sociale, un film politico, un film religioso, bressoniano. Palma d’oro a Cannes nel 1999.

La promesse di Luc e Jean Pierre Dardenne

Martedì 22 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne
Ore 18.00
LA PROMESSE
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 1996 – 96’
con Jérémie Rénier, Olivier Gourmet

Dopo un passato da documentaristi, i due registi belgi hanno saputo creare, a partire da La promesse (escludendo, come loro fanno, il primo film Je pense à vous, ritenuto un errore di percorso), un cinema quanto mai importante al giorno d’oggi. È un cinema di idee e non di impressioni; di sentimenti e non di emozioni; di uomini e donne e non di categorie sociali.
Nel Belgio dei giorni nostri, un ragazzo gestisce un traffico di extracomunitari con un padre senza scrupoli pronto a picchiarlo se sorprende il figlio in atteggiamento di solidarietà verso di loro. Alla visita di alcuni emissari dell’ufficio emigrazioni, un africano precipita da un impalcatura nel tentativo di fuggire ai controlli. In punto di morte, l’uomo chiede al giovane di occuparsi della moglie e della figlia ancora in fasce. Per farlo, dovrà mandare al diavolo l’imbruttito genitore ed iniziare un calvario per nascondere alla donna la vera fine del disgraziato marito. I fratelli Dardenne riprendono il loro percorso documentaristico sviluppandolo verso al fiction. I due sanno esattamente cosa farci vedere e cosa tagliare: l’osservazione è, al contempo, antropologica e melodrammatica. Lo stile fermissimo consente agli attori di apparire come presi dalla strada. Intenso e bruciante di rabbia.

 

 

 

Il cinema dei fratelli Dardenne – Focus con sei film il 22 e 23 novembre

Il premio assegnato all’ultimo festival di Cannes a Il ragazzo con la bicicletta si va a aggiungere a una serie di vittorie (due volte Palma d’Oro) e riconoscimenti ottenuti nell’itinerario cinematografico dei fratelli Dardenne. Un passato da documentaristi, i due registi belgi hanno saputo creare, a partire da La promesse (escludendo, come loro fanno, il primo film Je pense à vous, ritenuto un errore di percorso), un cinema quanto mai importante al giorno d’oggi. È un cinema di idee e non di impressioni; di sentimenti e non di emozioni; di uomini e donne e non di categorie sociali. Un cinema dallo sguardo purificato che riesce a purificare lo sguardo dello spettatore. Sono film che invitano a riflettere sul senso del fare cinema e sul riscatto della dignità umana. Si dice “cinema dei Dardenne”, come se Jean-Pierre e Luc fossero uno solo. E in effetti l’impressione che abbiamo attraverso la visione dei loro film è quella di una sintonia totale, di una simbiosi tra due personalità distinte che hanno trovato l’equilibrio che porta alla realizzazione di opere unitarie, frutto di un’elaborazione condivisa. Vedendo il cinema dei Dardenne torna alla mente la grande lezione neorealista, soprattutto quella di Rossellini e di Zavattini. Non tanto perché nei loro film si sforzino di imitare un modello di stile che risulterebbe oggi fuori luogo, quanto perché loro hanno saputo cogliere il rispetto nei confronti dell’essere umano (un rispetto contemplativo, ci viene da dire) che è il tratto caratteristico del cinema italiano del secondo dopoguerra. L’idea di pedinare i personaggi o comunque di porre lo sguardo della macchina da presa in modo tale da rivelare il senso profondo che si coglie nella realtà minima, quotidiana, in una dimensione spirituale prima ancora che sociale o politica, è la grande eredità che i Dardenne hanno ricevuto dal neorealismo. Come scrive Luc nel suo diario: «La sola domanda che contiene tutte le altre: dove mettere la macchina da presa? Ovvero: cosa faccio vedere? Ovvero: cosa nascondo? L’essenziale forse è nascondere». Nascondere per rivelare. «La conversione di un individuo nel buio della sala cinematografica. Ecco il destinatario segreto dei nostri film».

Per il focus dedicato ai fratelli Dardenne l’ingresso è con biglietto unico per tutti i film al costo di 5 euro.

Martedì 22 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 18.00
LA PROMESSE
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 1996 – 96’
con Jérémie Rénier, Olivier Gourmet

Ore 19.45
ROSETTA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 1999 – 90’
con Émilie Dequenne, Fabrizio Rongione

Ore 21.30
IL FIGLIO
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2002 – 103’
con Olivier Gourmet, Morgan Marinne

Mercoledì 23 novembre 2011
I focus di Ezechiele
Il cinema dei Dardenne

Ore 18.00
IL MATRIMONIO DI LORNA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2008 – 105’
con Jérémie Renier, Arta Dobroshi

Ore 20.00
L’ENFANT
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2005 – 95’
con Jérémie Renier, Olivier Gourmet

Ore 21.45
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Belgio 2011 – 87’
con Jérémie Renier, Cecile de France

“Singolarità di una ragazza bionda” di Manoel De Oliveira

Mercoledì 9 novembre 2011 ore 21.30
Prime visioni
SINGOLARITÀ DI UNA RAGAZZA BIONDA

di Manoel De Oliveira – Portogallo 2010 – 68’
con Ricardo Trepa, Catarina Wallenstein
Il film di Manoel de Oliveira non è solo un bel film, ma anche una grande lezione di cinema. E’ davvero sorprendente come il vecchio maestro portoghese (103 anni!) riesca ancora con straordinaria lucidità a tenere insieme una miriade di temi importanti – il mistero della bellezza, la caducità dei sentimenti um…ani, l’amarezza per le disillusioni della vita, il corso senza senso della storia e del mondo – e a traslarli in uno stile asciutto, essenziale, curatissimo in ogni minimo dettaglio, elegante nella forma e incisivo nella sostanza. Potremmo dire, non temendo l’azzardo, che Manoel de Oliveira sta al cinema come Thomas Mann alla letteratura e Gustav Mahler alla musica.
Singolarità di una ragazza bionda racconta la storia di un amour fou, quello tra un giovane contabile di Lisbona (alle dipendenze di un dispotico zio) e la sua bellissima dirimpettaia. I due sognano una vita insieme, ma non basterà sacrificare tutto sull’altare dell’amore: le amarezze della vita e la miseria morale degli uomini giungeranno a rovinare tutto. De Oliveira sceglie il punto di vista del protagonista, che racconta a una sconosciuta la sua penosa vicenda. Il film diventa così un lungo flashback, in cui il tema del ricordo doloroso, come in una poesia di Pessoa, diventa materia dell’anima, che il regista portoghese trasforma in cinema. (Marco Luceri, Corriere della Sera)